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Percorsi di cura

Gliomi Cerebrali

Che cosa sono i gliomi cerebrali

I gliomi sono tumori che originano dalle cellule gliali, cioè le cellule del cervello che svolgono un ruolo di supporto per i neuroni. Rappresentano il tipo più frequente di tumore cerebrale maligno primitivo nell’adulto. Possono variare molto tra loro per aggressività e velocità di crescita: esistono gliomi a basso grado, che crescono lentamente e possono rimanere stabili per anni, e gliomi ad alto grado, purtroppo i più frequenti nelle persone adulte (come il glioblastoma), che richiedono un trattamento tempestivo e multimodale.

I sintomi dipendono dalla sede e dalle dimensioni del tumore. I più comuni comprendono mal di testa persistente e diverso dal solito, crisi epilettiche di nuova insorgenza, difficoltà nel linguaggio, debolezza o formicolio a un arto, cambiamenti della personalità o della memoria. In alcuni casi il glioma viene scoperto incidentalmente durante una risonanza magnetica eseguita per altri motivi.

Il percorso diagnostico e la prima visita

Il punto di partenza è una visita neurochirurgica specialistica. Durante il consulto, il neurochirurgo valuta i sintomi, esamina le immagini di risonanza magnetica e, quando necessario, richiede un ulteriore esame di risonanza magnetica con sequenze avanzate (come la spettroscopia, la perfusione o la trattografia) per caratterizzare meglio il tumore e capire il rapporto con le aree cerebrali funzionali.

Al termine della valutazione si definisce insieme al paziente il percorso più indicato. Nella maggior parte dei casi è necessario un intervento chirurgico di craniotomia, che ha il duplice obiettivo di rimuovere il tumore e di ottenere una diagnosi precisa attraverso l’analisi del tessuto asportato. Quando l’intervento di rimozione non è possibile, ad esempio per la posizione della lesione e i suoi rapporti con aree cerebrali eloquenti, si ricorre alla biopsia stereotassica, una procedura mini-invasiva, effettuata in anestesia locale e sedazione, che permette di prelevare un piccolo campione di tessuto in modo estremamente preciso e raggiungere comunque una diagnosi certa.

Se è indicato l’intervento chirurgico

Quando l’intervento è la scelta più appropriata, il paziente viene messo in lista per il ricovero. Da una settimana a qualche giorno prima dell’intervento, il paziente viene contattato per eseguire in regime ambulatoriale gli esami preoperatori (analisi del sangue, elettrocardiogramma, visita anestesiologica, eventuali esami specifici legati alle patologie di cui è affetto). Nei casi in cui il tumore è vicino ad aree cerebrali eloquenti (linguaggio, movimento), viene inoltre pianificata una mappatura funzionale preoperatoria mediante risonanza magnetica funzionale e trattografia. Questi esami permettono di identificare le aree cerebrali deputate a specifiche funzioni e di studiarne i rapporti con il tumore; i dati ottenuti vengono poi utilizzati direttamente in sala operatoria.

L’intervento, effettuato presso l’Ospedale San Raffaele di Milano, viene eseguito avvalendosi delle tecnologie più avanzate: il microscopio operatorio, la neuronavigazione con realtà aumentata, che consente di visualizzare il tumore e le strutture cerebrali importanti direttamente sovraimpresse nel campo operatorio grazie a modelli tridimensionali ricostruiti prima dell’intervento, e l’ecografia intraoperatoria, che permette di controllare in tempo reale l’entità della resezione durante la procedura. In casi selezionati si utilizza la chirurgia da sveglio (awake surgery), che consente di monitorare le funzioni cerebrali del paziente durante l’asportazione del tumore, in particolare per lesioni vicine ad aree del linguaggio. In questi casi viene pianificata anche una valutazione neuropsicologica preoperatoria, per preparare il paziente a collaborare durante la procedura.

L’obiettivo è rimuovere la maggior quantità possibile di tumore preservando le funzioni neurologiche del paziente, secondo il principio della maximal safe resection.

Dopo l’intervento

Immediatamente dopo l’intervento viene effettuata una TC encefalo senza mezzo di contrasto per verificare gli esiti della procedura chirurgica. Nelle prime ore il paziente viene monitorato in ambiente protetto, poi trasferito in reparto. Una risonanza magnetica viene eseguita, nella maggior parte dei casi, entro 48 ore dall’intervento per valutare il risultato chirurgico. La degenza ospedaliera postoperatoria dura generalmente 4-7 giorni.

Nelle settimane successive è previsto un follow-up ambulatoriale per la rimozione dei punti, la rivalutazione neurochirurgica e la discussione del referto anatomo-patologico. Sulla base del risultato istologico e molecolare, il caso viene discusso in un team multidisciplinare (neurochirurgo, neuro-oncologo, radioterapista) per impostare il successivo percorso terapeutico, che può comprendere, se necessario, radioterapia e/o chemioterapia. Qualora il paziente desideri proseguire le cure presso l’Ospedale San Raffaele, verranno comunicate le date degli appuntamenti per le visite ambulatoriali neuro-oncologiche e radioterapiche.

Il percorso successivo dipende dalla specifica patologia di cui è affetto il paziente. In generale, i controlli proseguono nel tempo con risonanze magnetiche periodiche, in genere ogni 3-6 mesi, per monitorare l’evoluzione e intervenire tempestivamente in caso di necessità, oltre a valutazioni specialistiche legate ai trattamenti effettuati.

Nota: i testi qui sopra hanno finalità informative e divulgative. Le informazioni non sostituiscono il parere del medico. Diagnosi e trattamento dipendono sempre dalla valutazione specialistica e dal singolo caso clinico.