Che cosa sono
I tumori della base cranica sono neoformazioni che crescono nelle vicinanze delle strutture ossee poste alla base del cranio. I più frequenti sono i meningiomi, che originano dalle meningi (le membrane che rivestono il cervello) e rappresentano i tumori benigni encefalici più comuni, e i neurinomi, che originano dalla guaina dei nervi cranici, come il nervo acustico.
Nella maggior parte dei casi si tratta di tumori istologicamente benigni, a crescita lenta e senza tendenza a diffondersi. Tuttavia, la loro posizione, vicino a nervi cranici, vasi sanguigni importanti e strutture vitali del tronco encefalico, li rende particolarmente delicati da gestire.
I sintomi variano in base alla localizzazione: calo dell’udito o acufeni (ronzio) per i neurinomi dell’acustico, disturbi visivi per i meningiomi vicini al nervo ottico, difficoltà di equilibrio o sintomi aspecifici come la cefalea per meningiomi localizzati in altre aree della base cranica.
Il percorso diagnostico e la prima visita
La valutazione inizia con una visita neurochirurgica approfondita, durante la quale il chirurgo esamina le immagini (risonanza magnetica ed eventuale TC per valutare le strutture ossee) e valuta i sintomi e la storia clinica riferiti dal paziente.
Non tutti i tumori della base cranica richiedono un trattamento immediato. Per lesioni piccole e asintomatiche, spesso l’opzione migliore è il monitoraggio con risonanze periodiche (in genere ogni 6 mesi), per verificare se e quanto il tumore cresce nel tempo.
Quando il trattamento è indicato, le opzioni comprendono la chirurgia, la radiochirurgia stereotassica (Gamma Knife) oppure un approccio combinato. La scelta dipende dalla dimensione, dalla sede, dalla velocità di crescita e dalle condizioni generali del paziente.
Se è indicato l’intervento chirurgico
L’intervento chirurgico di craniotomia per i tumori della base cranica richiede una pianificazione particolarmente accurata. Vengono utilizzati il microscopio operatorio, la neuronavigazione e, in molti casi, il monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio, un sistema che permette di controllare in tempo reale l’integrità dei nervi cranici durante l’asportazione.
L’obiettivo è rimuovere il tumore nel modo più completo possibile, preservando i nervi e le strutture vascolari circostanti, secondo il principio della “maximal safe resection”, ovvero la maggiore resezione possibile che non comporti danni al paziente. In alcuni casi, quando la rimozione totale comporterebbe un rischio elevato di deficit neurologici, si opta per un approccio combinato: rimozione chirurgica parziale seguita da radiochirurgia sul residuo tumorale.
Dopo l’intervento
La degenza dura generalmente 4-7 giorni. I controlli postoperatori comprendono visite ambulatoriali per la valutazione della ferita e il controllo neurochirurgico, seguite da risonanze periodiche, inizialmente a 3 mesi dalla procedura e poi a intervalli progressivamente più lunghi. Il follow-up a lungo termine è, infatti, importante anche per i tumori benigni, per individuare precocemente eventuali recidive.
Nei casi in cui la resezione sia stata parziale e sia indicato un trattamento complementare con radiochirurgia, il paziente viene rivalutato alla risonanza di controllo a 3 mesi. In questa sede si analizzano le dimensioni e le caratteristiche del residuo tumorale e, qualora confermata l’indicazione, il paziente viene inserito in lista per il trattamento con Gamma Knife. Si tratta di una specifica tipologia di radioterapia che permette di irradiare la lesione con estrema precisione e con alte dosi di radiazioni, necessarie per ottenere il controllo del residuo tumorale, risparmiando al contempo il tessuto cerebrale e i nervi cranici circostanti, che ricevono una dose di radiazioni controllata e sicura. Il trattamento viene eseguito generalmente in una singola seduta, non richiede anestesia generale e il paziente può tornare a casa nella stessa giornata o il giorno successivo.
Nota: i testi qui sopra hanno finalità informative e divulgative. Le informazioni non sostituiscono il parere del medico. Diagnosi e trattamento dipendono sempre dalla valutazione specialistica e dal singolo caso clinico.